“Efficentamento Energetico” di Carmine Nardone

“Efficentamento Energetico” di Carmine Nardone

L’efficientamento energetico dovrebbe essere una delle priorità strategiche del paese, per la particolarità che le nuove tecnologie offrono, nel concreto, di coniugare più competitività con più sostenibilità.
Sono due, in particolare, le tecnologie che meriterebbero un’assoluta priorità nelle programmazioni nazionali e locali: i motori elettrici ad alta efficienza e l’illuminazione a Led.
Secondo l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile) i due terzi di tutta l’energia utilizzata dall’industria, nel nostro paese, viene consumata da motori elettrici, la stragrande maggioranza di questi ultimi sono di vecchia generazione e quindi energivori. L’Enea in collaborazione con l’Anie ( Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) ha cercato di segnalare tramite un proprio sito web i nuovi motori ad alta efficienza in conformità con il regolamento 640 del 2009. La sostituzione dei vecchi motori comporterebbe vantaggi positivi per le aziende e gli enti pubblici contribuendo contestualmente, da una parte, alla riduzione dei costi e, dall’altra, al miglioramento della qualità ambientale.
Il punto, però, resta far diventare la scelta di un motore elettrico ad alta efficienza una priorità, da incentivare, eventualmente, anche con opportuni e mirati sostegni pubblici.
La seconda tecnologia, molto lenta ad affermarsi in Italia, è naturalmente l’illuminazione a Led. Il riconoscimento del Nobel per la Fisica conferito agli scienziati giapponesi Isamu Akasaki e Hiroshi Amano della Nagoya University, e a Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara, avrebbe dovuto spingere con rapidità verso sistemi innovativi d’illuminazione, invece così non è.
Nel dibattito sulle periferie, così drammaticamente di attualità in questi giorni, dove si configura, come segno di abbandono, la scarsa illuminazione, mi sembra ovvio che tale problema potrebbe essere risolto con un piano nazionale e locale d’illuminazione a Led che comporterebbe sia un aumento della qualità della vita dei cittadini, basti pensare alla maggiore sicurezza che si otterrebbe, sia una riduzione dei costi dell’illuminazione stessa.
Abbiamo citato queste due tecnologie e potremmo parlare di altre, orientate all’efficientamento energetico e ai risparmi conseguenti, per segnalare i gravissimi ritardi accumulati nell’ammodernamento energetico dei nostri sistemi produttivi e dei servizi degli enti locali. Illuminare bene significa anche ridurre le spese di parte corrente dei comuni.
Ci chiediamo, allora, perché non utilizzare una piccola quota delle somme destinate alle grandi opere infrastrutturali, per orientare immediatamente all’ammodernamento energetico del paese, con effetti rapidi sul PIL e sulla competitività delle imprese, e in grado di dare più qualità della vita ai nostri cittadini?

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