Sud e prototipazione virtuale.

Sud e prototipazione virtuale.

Uno dei ritardi più evidenti delle regioni del sud è quello della non attivazione ( nonostante le risorse pubbliche non spese ) di una rete di strumenti innovativi a sostegno dello sviluppo. Di recente le potenzialità operative delle strutture di prototipazione virtuale sono diventate più solide e operative. Nel mezzogiorno tale attività è in forte ritardo rispetto al resto del Paese e ancora troppo circoscritta e scarsamente utilizzata (per diversi fattori). Sviluppare un sistema integrato di modellazione virtuale e prototipale nelle regioni del sud in grado di trasformare rapidamente ‘idee’ in progetti e in prodotti innovativi rappresenterebbe una svolta di grande rilievo per l’intero sistema produttivo e istituzionale.
Creare le condizioni per lo sviluppo di ‘ Centri di Prototipazione Virtuale’ multifunzionali (operativi sia come supporto per l’attività di ricerca e sia come ‘service’ per le piccole e medie imprese) dotati di adeguate infrastrutture di calcolo ad alta prestazione, dovrebbe avere a nostro parere, una maggiore caratterizzazione e supporto dalle RIS3 del programma dei fondi UE 2014-2020. Com’è noto la prototipazione virtuale è una metodologia operativa che impiega le tecniche di modellazione e di simulazione numeriche per sviluppare un nuovo prodotto o un nuovo processo in modo da limitare (ed in casi particolari addirittura evitare) la costruzione di prototipi fisici e quindi risparmiare tempi e costi. Si tratta di sistemi operativi non solo in grado di esaltare l’integrazione tra ideazione-progettazione- Fab-lab- Start-Up… ma anche di accrescere le potenzialità per affrontare quelli che vengono definiti dall’ecologia applicata come ‘problemi maligni’ ( wicked problems). La sfida è anche quella dei ‘big data’ a servizio delle istituzioni e delle nuove complesse funzioni: grandi volumi di dati, esigenza di grande velocità di analisi e grande varietà delle degli stessi. Ad esempio un nuova pianificazione innovativa necessita del monitoraggio di crescenti quantità di dati per l’equilibrio della bio-capacità dei territori.
Uno dei fattori positivi da indagare e approfondire è la crescente diffusione di forme nuove di creatività orizzontale, che vede protagonisti giovani talenti e artigiani-inventori, con registrazione di brevetti di grande interesse. L’aspetto interessante che si tratta innovazioni utili e con una forte potenzialità di mercato, realizzate spesso senza contributi pubblici da una rete di protagonisti che il più delle volte non hanno rapporti organici e strutturati con il sistema istituzionale. Un approccio meritocratico all’innovazione consiglierebbe la nascita di un veri sportelli delle ‘idee’ con procedure efficaci e ‘personalizzate’ di supporto alla prototipazione.

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